Gli impianti dentali moderni sono adatti anche a pazienti anziani con scarsa densità ossea?

Un articolo dedicato agli impianti dentali negli anziani con ridotta densità ossea: valutazione clinica, fattori da considerare e possibili trattamenti.

PROTESI IMPLANTARIIMPLANTOLOGIA DENTALE

7/26/20245 min read

Impianti dentali negli anziani con ridotta densità ossea  Studio Dentistico Dott. Pierluca Vivaldini
Impianti dentali negli anziani con ridotta densità ossea  Studio Dentistico Dott. Pierluca Vivaldini

Impianti dentali negli anziani con poco osso: oggi è davvero possibile?

Molti pazienti over 60 o over 70 credono che la perdita di numerosi denti o la presenza di poco osso renda impossibile ricorrere agli impianti dentali.

In realtà, questa convinzione appartiene ormai al passato.

L'implantologia moderna dispone oggi di strumenti diagnostici avanzati, materiali innovativi e protocolli chirurgici sempre meno invasivi che consentono di riabilitare con successo anche pazienti anziani con ridotta densità ossea.

Ogni caso, naturalmente, deve essere valutato individualmente.

Presso lo Studio Dentistico Dott. Pierluca Vivaldini, a Gambara (Brescia), ogni trattamento implantare nasce da uno studio approfondito della situazione clinica del paziente attraverso una pianificazione digitale personalizzata, con l'obiettivo di individuare la soluzione più sicura e predicibile.

In questo articolo scoprirai quando gli impianti sono indicati negli anziani, quali sono le tecniche più moderne e perché avere poco osso non significa necessariamente rinunciare a un sorriso fisso.

Esiste un limite di età per fare gli impianti dentali?

La risposta è semplice.

No.

L'età anagrafica non rappresenta una controindicazione all'implantologia.

Ciò che conta realmente è:

  • lo stato di salute generale;

  • il controllo delle eventuali patologie sistemiche;

  • la qualità dell'osso residuo;

  • la salute delle gengive;

  • le abitudini del paziente (ad esempio il fumo);

  • la capacità di mantenere una buona igiene orale.

Oggi è sempre più frequente eseguire interventi implantari su pazienti di 70, 80 anni e oltre con risultati estremamente soddisfacenti.

Perché negli anziani diminuisce la quantità di osso?

Dopo la perdita di un dente, l'osso che lo sosteneva non riceve più lo stimolo esercitato dalla masticazione.

Progressivamente tende quindi a ridursi.

Questo fenomeno prende il nome di riassorbimento osseo.

Negli anni possono contribuire anche altri fattori:

  • osteoporosi;

  • perdita di più elementi dentari;

  • malattia parodontale;

  • protesi mobili utilizzate per lungo tempo;

  • invecchiamento fisiologico.

La buona notizia è che la riduzione dell'osso non esclude automaticamente la possibilità di inserire impianti.

Scarsa densità ossea significa che non posso mettere gli impianti?

Assolutamente no.

La presenza di poco osso rappresenta semplicemente un elemento che richiede una valutazione più approfondita.

Grazie alla moderna implantologia esistono diverse strategie che permettono di affrontare anche situazioni complesse.

Tra queste troviamo:

  • impianti progettati per osso di qualità ridotta;

  • pianificazione tridimensionale;

  • chirurgia guidata;

  • tecniche di rigenerazione ossea;

  • rialzo del seno mascellare nei casi indicati;

  • protocolli implantari per arcate complete.

Ogni soluzione viene scelta esclusivamente dopo uno studio radiologico accurato.

La TAC Cone Beam cambia completamente la diagnosi

Uno dei maggiori progressi degli ultimi anni è rappresentato dalla diagnostica tridimensionale.

La TAC Cone Beam permette di conoscere con estrema precisione:

  • quantità di osso disponibile;

  • qualità dell'osso;

  • posizione dei nervi;

  • vicinanza dei seni mascellari;

  • spessore delle creste ossee.

Queste informazioni consentono di progettare l'intervento prima ancora di entrare in sala operatoria.

Le moderne tecniche permettono di sfruttare al meglio l'osso disponibile

In passato molti pazienti venivano esclusi dall'implantologia.

Oggi la situazione è profondamente cambiata.

Attraverso la pianificazione digitale è possibile individuare le aree dell'osso più favorevoli, riducendo spesso la necessità di interventi ricostruttivi estesi.

In alcuni casi selezionati è possibile ricorrere a protocolli implantari che prevedono un numero ridotto di impianti strategicamente inclinati per sostenere un'intera arcata protesica fissa, quando le condizioni anatomiche lo consentono.

La scelta della tecnica dipende sempre dalla situazione clinica individuale.

Osteoporosi e impianti dentali: sono compatibili?

L'osteoporosi non rappresenta automaticamente una controindicazione.

Molti pazienti affetti da osteoporosi possono essere trattati con successo.

Naturalmente è indispensabile valutare:

  • il grado della malattia;

  • le terapie farmacologiche in corso;

  • la qualità dell'osso;

  • il rischio individuale.

Particolare attenzione richiedono alcuni farmaci anti-riassorbitivi (come i bifosfonati o altri medicinali specifici), che possono influenzare la pianificazione del trattamento. Per questo motivo è fondamentale una stretta collaborazione tra il dentista, il medico curante e, quando necessario, lo specialista che segue il paziente.

E se soffro di diabete?

Anche il diabete non rappresenta necessariamente una controindicazione.

Quando la glicemia è ben controllata e il paziente segue correttamente le indicazioni terapeutiche, gli impianti possono offrire percentuali di successo molto elevate.

Fondamentali risultano:

  • controlli regolari;

  • buona igiene orale;

  • monitoraggio clinico;

  • gestione personalizzata del trattamento.

Perché gli impianti migliorano la qualità della vita degli anziani?

Uno dei principali vantaggi riguarda il recupero della funzione masticatoria.

Poter tornare a mangiare correttamente significa:

  • alimentarsi in modo più equilibrato;

  • migliorare la digestione;

  • mantenere una migliore nutrizione;

  • aumentare il comfort quotidiano.

A questo si aggiungono benefici importanti sul piano psicologico.

Molti pazienti riferiscono di sentirsi più sicuri nel sorridere, parlare e partecipare alla vita sociale.

Gli impianti sono migliori della dentiera?

In molti casi sì.

Rispetto ad una protesi mobile tradizionale gli impianti consentono generalmente:

  • maggiore stabilità;

  • migliore capacità masticatoria;

  • nessun movimento durante la parola;

  • maggiore sicurezza;

  • migliore estetica;

  • migliore conservazione dell'osso residuo;

  • maggiore comfort.

La scelta terapeutica, tuttavia, deve sempre essere personalizzata.

L'importanza della valutazione implantologica personalizzata

Ogni paziente presenta caratteristiche differenti.

Per questo motivo una visita implantologica moderna comprende generalmente:

  • raccolta della storia clinica;

  • esame obiettivo del cavo orale;

  • radiografie digitali;

  • TAC Cone Beam quando indicata;

  • analisi della quantità ossea;

  • studio della funzione masticatoria;

  • progettazione digitale del trattamento.

Solo dopo questa fase è possibile stabilire se gli impianti rappresentano la soluzione più indicata.

L'approccio dello Studio Dentistico Dott. Pierluca Vivaldini a Gambara

Presso lo Studio Dentistico Dott. Pierluca Vivaldini, con sede a Gambara, in provincia di Brescia, ogni riabilitazione implantare viene pianificata secondo protocolli basati sull'evidenza scientifica.

L'impiego della diagnostica tridimensionale, della pianificazione digitale e delle tecnologie più moderne consente di affrontare anche casi complessi, valutando attentamente la quantità e la qualità dell'osso disponibile.

L'obiettivo è offrire ad ogni paziente una soluzione personalizzata, sicura e duratura, rispettando le condizioni cliniche individuali e le aspettative funzionali ed estetiche.

Conclusione

Avere un'età avanzata o una ridotta densità ossea non significa rinunciare agli impianti dentali.

L'evoluzione dell'implantologia moderna permette oggi di trattare con successo molti pazienti che in passato sarebbero stati considerati non idonei.

La chiave del successo risiede in una diagnosi accurata, in una pianificazione personalizzata e nell'utilizzo delle tecniche più appropriate per ogni singolo caso.

Solo una visita specialistica consente di valutare la reale fattibilità del trattamento e di individuare il percorso terapeutico più adatto.

Domande Frequenti (FAQ)

A 75 o 80 anni posso ancora fare un impianto dentale?

Sì. Non esiste un limite di età assoluto. La decisione dipende principalmente dallo stato di salute generale, dalla situazione del cavo orale e dalla valutazione specialistica.

Se ho poco osso significa che non posso avere impianti?

No. Oggi esistono tecniche chirurgiche e implantari che consentono di trattare molti casi di ridotta disponibilità ossea, previa valutazione clinica e radiologica.

L'osteoporosi impedisce di mettere impianti?

Nella maggior parte dei casi no. È però indispensabile valutare attentamente la terapia farmacologica, la qualità dell'osso e le condizioni di salute complessive del paziente.

Chi prende farmaci per l'osteoporosi può fare implantologia?

Dipende dal tipo di farmaco, dalla durata della terapia e dal quadro clinico generale. È necessaria una valutazione personalizzata e, quando opportuno, il confronto con il medico curante.

Gli impianti negli anziani durano meno?

Le evidenze scientifiche mostrano che, se ben pianificati e mantenuti con una corretta igiene orale e controlli periodici, gli impianti possono offrire elevati tassi di sopravvivenza anche nei pazienti anziani.

È meglio la dentiera o gli impianti?

Dipende dalla situazione clinica. Gli impianti offrono generalmente maggiore stabilità, comfort e funzione masticatoria, ma la scelta deve essere definita insieme al professionista dopo un'attenta valutazione.

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Dir. San.
dott. Pierluca Vivaldini

Iscritto Albo Odontoiatri di Brescia n. 242

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